martedì 25 dicembre 2007

ORO (Elementi nativi) - GOLD (Elements native)

CLICCA SOPRA PER INGRANDIRE



L’ORO

I suoi cristalli sono sempre molto rari e piccoli, di forma cubica, ottraedrica o rombododecaedrica, talvolta insolitamente allungati. Normalmente si presenta sotto forma di lamine, masse irregolari compatte o spugnose e aggregati granulari. Allo stato nativo non è quasi mai puro, ma forma leghe con altri metalli.



L’oro si distingue dalla pirite e dalla calcopirite, di colore simile, perché, essendo molto malleabile, si schiaccia e si piega con facilità e non si frantuma pestandolo. Si distingue dalle pagliuzze di mica che si trovano comunemente nelle sabbie e hanno riflessi dorati perché queste si sfaldano con facilità e sono leggerissime. E’ insolubile negli acidi, tranne che in acqua regia (miscela di acidi nitrico e cloridrico).



L’oro si trova sia in giacimenti primari costituiti da filoni idrotermali quarzosi di alta temperatura, accompagnato prevalentemente da pirite e arsenopirite, sia, soprattutto, in giacimenti secondari, dove si forma per disgregazione dei giacimenti primari o alterazione di minerali auriferi. In queste condizioni solitamente si accumula sotto forma di polvere, pagliuzze o passerelle arrotondate o irregolari (pepite).

I più celebri giacimenti sono quelli californiani che, dopo la loro scoperta (1848), determinarono la “corsa all’oro” in Australia, dove vennero rinvenute alcune singole pepite del peso di alcune decine di chili, e nel Klondike, al confine tra Canada e Alaska. In Italia è presente in piccolissime quantità sia in giacimenti primari sia secondari. Tra i primi ricordiamo quelli di Pestarena in Valle Anzasca (Verbania), di Brusson (Aosta), e della zona di Ovada (Alessandria). Tra i secondi le sabbie dei fiumi Sesia, Elvo e Ticino.

Oltre agli impieghi in gioielleria e nella monetazione, l’oro è utilizzato nell’industria, in medicina sotto forma di sali e in odontotecnica.



NATROLITE - Silicati (Silicates)

Clicca immagine per ingrandire

NATROLITE

Appartiene al gruppo delle "zeoliti fibrose" e cristallizza in forme prismatiche allungate dove la terminazione più frequente è costituita dalle facce di piramide rombica. I cristalli, però, spesso sono anche striati secondo I'allungamento e con terminazioni complesse.
Le dimensioni dei singoli individui variano: da sottilissime (ad esempio, come un capello) possono arrivare fino a prismi giganteschi lunghi anche un metro e larghi dieci centimetri. Frequenti, inoltre, sono gli aggregati fibroso-raggiati. 
La natrolite si trova pure compatta ed è spesso concresciuta in epitassia con mesolite, gonnardite, thomsonite e altre zeoliti di tipo fibroso. 
Oltre che incolore, questo minerale può essere variamente colorato (bianco, giallo, rosso) e ha lucentezza vitrea. 
Possiede una buona sfaldatura prismatica, è piuttosto leggero.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La natrolite fonde facilmente alla fiamma del becco Bunsen, trasformandosi in un vetro bianco e colorando in giallo la fiamma stessa per la presenza del sodio.

ORIGINE -  soprattutto un minerale di riempimento di cavità di basalti e altre rocce effusive, dove accompagna la calcite e altre zeoliti.
Si trova anche nelle sieniti nefeliniche e nelle pegmatiti.

GIACIMENTI - Numerosissime sono le località italiane ed estere che forniscono eccellenti esemplari di natrolite. Per l'Iltalia, i migliori campioni provenivano dalla cava di basalto, ora esaurita, di Altavilla Vicentina.
Sempre nel Vicentino, eleganti campioni si rinvengono ancora a Montecchio Maggiore. 
In Trentino- Alto Adige, la natrolite si trova a Bulla e a Bullaccia (Bolzano), all'Alpe di Siusi e in varie località del Monte Baldo. 
All'estero famosi sono i basalti del Puy-de-Dôme (Francia); quelli di Antrim e di Sye (lrlanda del Nord) e di Zàlesly (Boemia); altri giacimenti si trovano nella Nuova Scozia e nel Québec (Canada), a Bombay (lndia) e in numerose località degli Stati Uniti.




ARGENTO (Elementi nativi) - SILVER (Elements native)

Clicca immagine per ingrandire

L'argento raramente si presenta con le sue forme di cristallizzazione, individui cubici e ottaedrici generalmente piccoli e deformati e talvolta raggruppati in eleganti forme dendritiche. L'aspetto più comune è quello di lamine, nastri e filamenti tipicamente arricciati. Può anche presentarsi in masse di dimensioni variabili. 
Di aspetto tipicamente metallico, si offusca all'aria in presenza di quantità anche piccole di ozono e di idrogeno solforato.


CARATTERI DIAGNOSTICI - Oltre che per il colore e la forma, l'argento nativo si riconosce per la solubilità in acido nitrico e perché annerisce quando viene esposto ai vapori dell'acido solfidrico. E' il miglior conduttore di elettricità e calore.

ORIGINE - Può avere origine primaria (cioè direttamente dal magma in via di solidificazione) o per processi di riduzione di altri minerali (argentite, solfosali vari, galena argentifera) che hanno allontanato gli elementi ai quali era legato.

GIACIMENTI - L'argento nativo rappresenta masse economicamente importanti solo a Copiapò (Cile) e a Batopilas e Guanajuato (Messico). 
Discrete quantità si sono osservate a Butte (Montana), Silver Cily (ldaho), Silver King Mine (Arizona). 
Un blocco di 9 quintali è stato rinvenuto a Cobalt City (Ontario, Canada). 
In Italia l'argento nativo è segnalato nelle miniere del sarrabus (Sardegna), nella miniera di rame di Libiola (Liguria) e a Boarezzo in Valganna (Varese),

USI - Largamente usato per la produzione di monete, vasellame, oggetti d'arte ecc., l'argento è in massima parte ricavato come sottoprodotto della metallurgia del piombo e dello zinco
La produzione di oggetti artistici è molto antica: i principali musei hanno dedicato all'argento sezioni specializzate. 






ORDINE ALFABETICO DI TUTTI I MINERALI
A - B - C - D - E - F - G - H - I - J - K - L - M - N - O - P - Q - R - S - T - U - V - W - X - Z



AVVENTURINA - Varietà di quarzo (Aventurine, variety of quartz)


Clicca immagine per ingrandire

L'avventurina non si presenta mai in cristalli ben formati, ma in ammassi granulari di quarzo incolore con numerosissime inclusioni cristalline distribuite caoticamente: su di esse la luce viene riflessa in modo puntiforme, generando il fenomeno dell"'avventurinamento", un intenso luccichio dovuto alle inclusioni.

GIACIMENTI E USI - L'avventurina (che più propriamente dovrebbe essere considerata una roccia piuttosto che un minerale) non e molto diffusa: i principali giacimenti sono quelli dell'India e dell'Egitto, sfruttati principalmente in passato, della Russia, del Brasile, del Cile e della Spagna.  E' stata osservata in Val di Susa (Torino). 
Le avventurine sono utilizzate solo in gemmologia,


USO GEMMOLOGICO - L'avventurina viene prevalentemente tagliata in sfere per collane, oppure in bottoni e cabochon con forme ovali per spille e pendenti; è più raro il taglio in cerchi a sezione rotonda per bracciali. 
In passato veniva utilizzata per creare vasellame e bottiglie, attualmente anche per piccole sculture.





FERRIERITE - Silicati (Silicates)



FERRIERITE 

(Na, K)2MgOHAl3Si15O36*9H2O

Sistema - Rombico
Durezza - 3,0 - 3,5
Densità - 2,1
Colore - Incolore, bianco, arancio
Lucentezza - Vitrea




La ferrierite cristallizza nel sistema rombico formando cristalli prismatici incolori oppure biancastri, tabulari secondo il pinacoide laterale, oppure sottili individui lamellari riuniti in gruppi raggiati. Mostra sfaldatura perfetta e frattura irregolare.


ORIGINE - La ferrierite è un minerale di origine secondaria.


GIACIMENTI - Minerale raro, la ferrierite è stata rinvenuta in aggregati sferoidali raggiati nelle cavità di un basalto olivinico a Kamloops Lake, nella Columbia Britannica (Canada).
In Italia è stata segnalata nel Vicentino e in Sardegna.