venerdì 15 febbraio 2008

CROMITE - Ossidi (Chromite - Oxides)

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La cromite è costituita da un ossido di ferro e di cromo e, quando è pura, contiene quest'ultimo metallo in quantità pari al 46,6 %. In essa, però, sono quasi sempre presenti anche percentuali variabili di magnesio e alluminio. 
Il minerale cristallizza nel sistema cubico, ma i suoi cristalli, appariscenti, normalmente ottaedrici, piccoli, neri e opachi, sono veramente rari. Infatti, nella maggior parte dei casi si trova in forma massiva, granulare oppure compatta. 
La sua lucentezza è submetallica, mentre la polvere è bruna. Manca di sfaldatura, è piuttosto fragile, dura e pesante.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La polvere di colore bruno e il fatto che la cromite solo qualche volta si mostra debolmente magnetica, consente di distinguerla dalla magnetite, la cui polvere è invece nera e viene sempre facilmente attratta da un magnete.

ORIGINE - È un minerale caratteristico di alcune rocce magmatiche intrusive ricche di olivina, quali le peridotiti e le duniti, da cui si è separata durante le prime fasi della cristallizzazione del magma, per quel fenomeno noto come "segregazione magmatica". 
Si può rinvenire anche nelle rocce serpentinose che hanno avuto origine dalla trasformazione di rocce magmatiche. 
Infine, in seguito al disfacimento delle rocce che la contengono, la cromite si può inoltre accumulare in giacimenti di tipo alluvionale detti placers.

GIACIMENTI - In Italia il minerale è stato scoperto in varie località, anche se in piccole concentrazioni non utilizzabili in campo industriale: tra queste, il Monte Gridone, in Val Vigezzo (Verbania), Franscia, nell'Alta Val Malenco (Sondrio), e Ziona, nei pressi di Carro (La Spezia). 
Importanti giacimenti, attivamente sfruttati, si trovano in Turchia, nella Repubblica Sudafricana, nello Zimbabwe e nelle Filippine. 
La cromite, infine, viene estratta in Macedonia e in Albania, nella zona di Kukës.

USI - La cromite è il principale minerale da cui si ricava il cromo: insostituibile soprattutto nella preparazione di certi acciai inossidabili e di speciali leghe metalliche, esso trova largo impiego anche nel trattamento dei metalli, che assumono così il caratteristico aspetto lucido, brillante e inalterabile.





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FLOGOPITE - Silicati (Phlogopite - Silicates)



FLOGOPITE


Cristallizza in forma di lamine a contorno pseudoesagonali, riunite, a volte, in pacchi di notevoli dimensioni. 
La flogopite ha colore giallastro, verdolino, o bruno-rossiccio, perfetta sfaldatura micacea e lucentezza vitrea tendente al perlaceo sui piani di sfaldatura.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È attaccata dall'acido solforico concentrato e il suo punto di fusione si aggira sui 1330 °C.

ORIGINE -  La giacitura tipica è nei calcari metamorfosati per contatto.

GlACIMENTI E USI - Bellissimi cristalli di enormi dimensioni sono stati ritrovati in alcune località canadesi e nel Madagascar.
In Italia si trova nella dolomia saccaroide di Crevola nell'Ossola, nelle serpentine della Val Malenco e in diversi calcari cristallini delle Alpi.

Per I'alto punto di fusione e per le notevoli proprietà isolanti, la flogopite è utilizzata in campo tecnico come isolante elettrico. 
Ridotta in polvere serve anche per la preparazione di esplosivi, di materiali refrattari, di ceramiche ecc.





SIDERITE - Carbonati (Carbonates)

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SIDERITE


La siderite cristallizza nel sistema trigonale: i cristalli sono però poco frequenti e per lo più si presentano come semplici romboedri con le facce talvolta incurvate; raramente si hanno individui prismatici o scalenoedrici. 
Assai più comuni sono invece le masse spatiche, concrezionate, granulari, oppure gli aggregati globulari e botrioidali.
Il colore degli esemplari varia dal giallo pallido al bruno, fino al nerastro nelle varietà riccamente manganesifere. 
La siderite è traslucida o trasparente, con lucentezza vitrea oppure perlacea; inoltre è abbastanza dura e pesante, facilmente sfaldabile in romboedri; fragile, ha frattura concoide o indistinta.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Il minerale è solubile solo in acido cloridrico a caldo, con vivace effervescenza: ciò lo distingue dalla calcite brunastra che, al contrario, è facilmente solubile anche negli acidi diluiti e freddi.

ORIGINE - La siderite è una specie comune, rinvenibile in diversi ambienti: forma, ad esempio, depositi anche cospicui e sfruttabili industrialmente, ma si può trovare pure in filoni metalliferi idrotermali di medio-bassa temperatura, oltre che in alcuni tipi di rocce metamorfiche e magmatiche.

GIACIMENTI - Importanti giacimenti, soprattutto in passato, erano quelli del Bergamasco e quelli del Bresciano. Belle cristallizzazioni provenivano anche dalle miniere di Brosso e di Traversella, nel Canavese (Torino), dalla miniera del Frigido (Massa-Carrara) e da alcune miniere sarde, specialmente nella Nurra (Sassari). 
Fra le localita estere celebri per i loro depositi di siderite ricordo Panasqueira (Portogallo); Eisenerz, in Stiria, e Hüttenberg, in Carinzia (Austria); Pribram, in Boemia; Müsen presso Siegen, in Vestfalia (Germania); Tavistock, nel Devonshire, e Camborne Redruth, in Cornovaglia (Gran Bretagna). 
Famose sono anche le belle masse spatiche rinvenute nella criolite di lvigtut, in Groenlandia, e gli splendidi cristalli del Mont Saint-Hilaire; nel Québec, in Canada.

USI - La siderite è un minerale assai pregiato per I'industria siderurgica, nella quale viene largamente sfruttato per ottenere l'acciaio.




ANKERITE (Carbonati - Carbonates)


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ANKERITE


Cristallizza nel sistema trigonale ed è abbastanza comune in cristalli con abito romboedrico, generalmente radunati in gruppi; spesso, tuttavia, si trova in masse più o meno compatte. 
Ha una sfaldatura perfetta secondo le facce del romboedro e un colore variabile dal bianco al grigio, al bruno-giallastro, al bruno, a seconda della quantità di ferro presente: quest'ultimo elemento, infatti, conferisce tonalità più scure ai minerali che lo contengono. 
L'ankerite è fragile, traslucida, con lucentezza da vitrea a madreperlacea. 
All'aria si ossida rapidamente, divenendo così più scura.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È solubile in acido cloridrico a caldo.

ORIGINE - È frequente come minerale di ganga nei giacimenti metalliferi; a volte può comparire come minerale secondario in alcune rocce eruttive (dioriti, porfidi quarziferi).

GIACIMENTI E USI - In Italia l'ankerite è presente nei geodi del porfido di Cuasso al Monte (Varese), nelle vene di quarzo di Carona (Bergamo) e, associato a siderite, nelle miniere di Collio (Brescia) e in una miniera di piombo e zinco a Monteneve (Bolzano). 
All'estero è stata scoperta in Francia, Austria, Ungheria, nonché negli Stati Uniti, in Colombia, Namibia e Algeria.

Pur essendo piuttosto comune, questo minerale non ha un utilizzo industriale poiché non si rinviene mai in grandi masse e, inoltre, possiede un basso contenuto di ferro: si tratta dunque di un minerale di esclusivo interesse scientifico e collezionistico.




CERUSSITE - Carbonati (Carbonates)

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CERUSSITE


Si presenta in cristalli prismatici allungati, tozzi o tabulari che sfaldano con facilità secondo le facce del prisma; rare sono le masse compatte, fibrose o terrose, stalattitiche. 
I cristalli sono incolori oppure bianchi con riflessi grigiastri, la polvere è bianca; trasparenti o traslucidi, con lucentezza adamantina, talvolta presentano luminescenza giallastra se sottoposti ai raggi ultravioletti.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La cerussite fonde senza difficoltà; non è, come molti altri carbonati, solubile nell'acido cloridrico, ma lo è in quello nitrico, dando origine a una violenta effervescenza e distinguendosi in tal modo dall'anglesite, un solfato di piombo molto simile.

ORIGINE - È una specie tipica della zona di ossidazione dei giacimenti di
piombo, laddove i minerali primari di questo metallo (per esempio la gaiena)
sono sottoposti ad alterazione chimica per opera di acque circolanii ricche di
acido carbonico, costituendo poi i cosiddetti minerali secondari (come la ce-
russite stessa e l'anglesite).

GIACIMENTI E USI - Esemplari di cerussite in cristalli limpidi di dimensioni notevoli provengono da Tsumeb (Namibia) e dal New Mexico (Usa); altre splendide cristallizzazioni si trovano a Broken Hill (Australia), a Phoenixville, in Pennsylvania, e a Leadville, in Colorado (Usa); in Boemia, Tunisia e Siberia. 
In Italia sono famosissimi i cristalli piccoli ma assai limpidi rinvenuti nelle miniere di Monteponi e di Montevecchio, nel Cagliaritano.

La cerussite viene utilizzata per l'estrazione del piombo e, seppure subordinatamente, anche per quella dell'argento. Poiché si presenta in cristalli molto belli, ha spesso importanza collezionistica e scientifica.




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MAGNESITE (Carbonati - Carbonates)

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La magnesite appartiene al gruppo della calcite e cristallizza, come quest'ultima, nel sistema trigonale. I cristalli di magnesite, tuttavia,  sono più semplici e assai più poveri di forme rispetto a quelli della calcite. 
L'abito prevalente è infatti romboedrico oppure prismatico tozzo, quasi tabulare, talvolta caratterizzato da un evidente contorno esagonale. Comunque è piuttosto difficile trovare la magnesite in cristalli: al contrario, questo minerale compare frequentemente in grandi masse compatte, biancastre o grigiastre, opache, dal tipico aspetto porcellanaceo e dotate di frattura concoide; oppure in ammassi terrosi incoerenti; o, ancora, in aggregati granulari microcristallini. 
La magnesite può contenere anche altri elementi che, talvolta, sostituiscono parzialmente il magnesio: tra questi va ricordato in particolare il ferro, il quale dà luogo alle varietà chiamate breunnerite e mesitina,  con cristalli variabili dal giallognolo a bruno.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Alcuni campioni, sottoposti all'azione della luce ultravioletta, assumono una fluorescenza bluastra o verdastra. Con gli acidi diluiti e freddi la magnesite non produce effervescenza e in ciò si distingue dalla calcite.

ORIGINE - La magnesite è un minerale abbastanza comune che si forma in ambienti geologici di vario tipo. Le grandi masse compatte derivano sia dall'alterazione di rocce molto ricche di magnesio (peridoti e serpentine), sia da depositi sedimentari in parte originatisi per l'azione di acque ricche di magnesio su dolomie o calcari preesistenti. 
La magnesite si trova anche in filoni idrotermali e in certe pegmatiti.

GIACIMENTI - In Italia sono ben noti i cristalli tabulari o esagonali, riuniti in bei gruppi giallo-bruni, che ricoprono i cristalli di quarzo del cosiddetto "Dosso dei cristalli" in Val Malenco (Lombardia). 
Magnesite compatta, sfruttata anche industrialmente, è presente in Piemonte, in Alto Adige e in Toscana. 
All'estero, cospicui giacimenti di magnesite compatta, da cui provengono talvolta anche buoni cristalli, sono situati, tra I'altro, in Stiria (Auskia), Slesia (Polonia) e all'lsola Eubea (Grecia).

USI - La magnesite è di fondamentale importanza per la preparazione di pregiati prodotti refrattari. Inoltre costituisce una delle fonti più importanti per ottenere il magnesio metallico e i suoi sali: il primo viene usato soprattutto nella preparazione di leghe; i secondi sono impiegati in medicina in qualità di purganti, ma anche nel settore edilizio, dove servono per la preparazione di particolari tipi di cemento.




LEPIDOLITE - Silicati (Silicates)

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LEPIDOLITE

Cristallizza raramente in individui tabulari pseudoesagonali, più di frequente in minuti aggregati scagliosi. Può essere incolore, oppure grigiastra, rosea o violacea in massa. 
Ha sfaldatura basale perfetta e lucentezza vitrea.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Dagli acidi è attaccata ma non decomposta. Al cannello fonde con facilità, colorando la fiamma in rosso vivace e rivelando in tal modo la presenza del litio.

ORIGINE - La lepidolite è un minerale di genesi pegmatitico-pneumatolitica, caratteristico delle pegmatiti granltiche, nelle quali si trova frequentemente con quarzo, tormalina, topazio, cassiterite, berillo e con minerali di litio.

GIACIMENTI E USI - Il minerale è presente a Coolgardie nell'Australia Occidentale, in Moravia, negli Urali, a Pala in California, a Pening in Sassonia, nelle pegmatiti alcaline di Antsirabe nel Madagascar e nei graniti di San Piero in Campo nell'lsola d'Elba.

Dalla lepidolite si estrae il litio, il più leggero dei metalli, utilizzato in metallurgia. Sali di litio sono usati nell'industria farmaceutica, dei vetri, del lubrificanti.




MICROCLINO - Silicati (Silicates)

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MICROCLINO

Questo minerale rappresenta la modificazione triclina dell'allumosilicato di potassio, che dà origine anche al sanidino e all'ortoclasio. Si presenta in cristalli di colore biancastro, grigio, rosato o giallognolo, più raramente verde, molto simili, per abito e proprietà fisiche, a quelli dell'ortoclasio.

ORIGINE - Il microclino è un componente caratteristico di molte rocce di tipo granitico e gneissico.

GIACIMENTI - In distinti cristalli rosei si trova tra l'altro nel granito di Cala Francese alla Maddalena. Altre classiche località di provenienza sono negli Stati Uniti e negli Urali.

VARIETÀ - L'amazzonite è una varietà pregiata di microclino: di colore verde o verde-azzurro, raramente si presenta in aggregati massivi, più spesso in cristalli ben formati, con abito tozzo e tracce evidenti dei piani di sfaldatura. 
Il colore potrebbe derivare dalla presenza di particolari difetti reticolari connessi alla presenza di impurità di piombo.

Le principali località di provenienza si trovano in Russia, nell'America Settentrionale, in Brasile, in India, nel Madagascar e in Tanzania.
Viene tagliata a cabochon oppure in sfere per la realizzazione di collane.




APOFILLITE - Silicati (Apophillite - Silicates)

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Il nome designa in realtà due minerali diversi (l'idrossiapofillite e la fluoroapofillite), ma talmente simili da non essere distinguibili se non mediante sofisticate analisi chimiche. È stato comunque stabilito di attribuire il nome generico di apofillite in tutti i casi in cui la composizione chimica del campione non sia conosciuta con precisione. 
I cristalli sono molto frequenti e di aspetto quanto mai variabile. Se ne trovano di appiattiti e molto sottili a forma di tavoletta a sezione prevalentemente rettangolare, con i quattro vertici "tagliati" da piccole faccette, e altri di forma cuboide dove i vertici sono occupati dalle piccole facce triangolari di una piramide tetragonale. Sono inoltre abbastanza frequenti cristalli formati da bipiramidi quadrate appuntite che simulano un ottaedro, o da prismi più o meno allungati, dove il pinacoide basale è poco sviluppato. 
I cristalli possono avere dimensioni rilevanti e di solito sono incolori e trasparenti oppure bianchi e traslucidi od opachi, ma i più eleganti e ricercati sono quelli rosati, verdi o azzurri.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Al cannello si sfoglia fondendo in un vetro chiaro; scaldata alla fiamma in una provetta di vetro svolge vapore acqueo che condensa sulle pareti fredde; con acido cloridrico si decompone lasciando un residuo di silice gelatinosa.

ORIGINE - L'apofillite è un comune e tipico minerale di origine idrotermale e come tale occupa soprattutto cavità di rocce basaltiche e similari.

GIACIMENTI - Splendidi e famosi esemplari, talvolta di colore verde smeraldo, provengono dalla zona di Poona, vicino a Bombay, in India. 
In Italia campioni significativi sono stati rinvenuti all'Alpe di Siusi (Bolzano) e nei dintorni di Mori (Trento). 
Più frequentemente, in cristalli piccoli ma assai eleganti, si trova nei geodi e nelle fessure del basalto dì Montecchio Maggiore nel Vicentino.