venerdì 24 ottobre 2014

SALGEMMA (Alite) - Alogenuri (Halite - Halides)


SALGEMMA
NaCl
Sistema - Cubico
Durezza - 2,0
Densità - 2,1 - 2,2
Colore - Incolore, allocromatico
Lucentezza - Vitrea


Il salgemma cristallizza quasi esclusivamente in cubi, che spesso assumono una tipica conformazione - detta "a tramoggia" - consistente in una spiccata concavità delle facce del cristallo: tale fenomeno si verifica se la velocità di accrescimento di quest'ultimo, anziché risultare uniforme, è massima lungo gli spigoli e minima al centro delle facce. 
Il salgemma può essere, tuttavia, anche compatto o granulare. 
Trattandosi di un tipico minerale allocromatico, assume varie tonalità: oltre che incolore, può essere infatti nerastro per impurezze bituminose, oppure rosato, rosso o grigiastro, rispettivamente per inclusioni di sottilissime alghe, di ematite e di idrossidi di ferro. 
Il più frequente colore azzurro o violaceo, spesso distribuito in modo non uniforme sul cristallo, sembra invece originato da fenomeni di radioattività naturale. 
Vitreo, trasparente o traslucido, il salgemma è tenero, leggero e fragile, oltre che perfettamente sfaldabile in cubi.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La principale caratteristica del salgemma è la facile solubilità in acqua, alla quale dà un gradevole sapore salato, non paragonabile a quello amaro e disgustoso prodotto dai sali di potassio e di magnesio.

ORIGINE - Si trova in depositi sedimentari derivati dall'evaporazione di acque saline di bacini chiusi, depositi che si rinvengono in rocce di diversa età geologica, raggiungendo talvolta estensioni e spessori molto consistenti. Piccole quantità del minerale, inoltre, hanno origine anche dalla sublimazione diretta di emanazioni vulcaniche.

GIACIMENTI - In Italia sono noti i giacimenti di salgemma di Volterra (Pisa) e quelli di varie località della Sicilia, soprattutto Cammarata e Racalmuto (Agrigento) e Calascibetta (Enna). 
Enormi depositi del minerale sono stati sfruttati a Stassfurt, in Sassonia, nel Salisburghese, in Austria, e soprattutto a Wieliczka, in Polonia. 
Altri giacimenti famosi si trovano in Svizzera (Bex, nel Cantone di Vaud), in Francia (Lorena) e in Spagna (Catalogna).
Al di fuori dell'Europa, importantissimi sono i depositi statunitensi di Louisiana, Kansas, Arizona e California, nonché quelli di Perù e Argentina.

USI - Il cloruro di sodio, sia ricavato dalle saline, sia estratto dalle miniere come salgemma, è un'indispensabile componente dell'alimentazione umana, oltre che un prezioso conservante alimentare. 
Nell'industria chimica si utilizza per ottenere sostanze quali la soda, la soda caustica e I'acido cloridrico.


ORDINE ALFABETICO DI TUTTI I MINERALI
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GALENA - Solfuri (Sulfides)


GALENA
PbS
Sistema - Cubico
Durezza - 2,5 - 3
Densità - 7,2 - 7,6
Colore - Grigio piombo
Lucentezza - Metallica


La galena cristallizza in cristalli in genere di forma cubica, di un caratteristico color grigio piombo; essi appaiono inoltre opachi, con lucentezza metallica e sfaldatura perfetta secondo le facce del cubo. Più frequenti, tuttavia, sono le masse compatte, granulari, estremamente brillanti sulle superfici di frattura fresche ma destinate ad annerirsi con il tempo.

CARATTERI DIAGNOSTICI - È un minerale tenero, pesante e fragile. Fonde abbastanza facilmente, dando origine a un grumo giallo di litargirio (monossido di piombo); in acido cloridrico, a caldo, si scioglie con conseguente sviluppo di acido solfìdrico, dal caratterìstico odore di uova marce.

ORIGINE - I giacimenti di galena hanno in genere origine magmatica idrotermale, essendosi formati in seguito al consolidamento dei residui magmatici rimasti dopo la formazione di rocce come graniti e pegmatiti; in tal caso il minerale è associato a sfalerite, argentlte, quarzo e fluorite. 
La galena, però, è presente anche in ambiente sedimentario: si pensa che questi giacimenti siano derivati dalla concentrazione del minerale, originariamente disseminato nelle rocce. A questa genesi si fanno risalire i grandi depositi di galena che si trovano in rocce calcaree e dolomitiche.

GIACIMENTI E USI - I più ricchi depositi di galena sono quelli americani del distretto minerario dei Tre Stati (Missouri, Oklahoma, Kansas), il cui centro più famoso è Joplin. 
Molto estesi anche quelli australiani (Broken Hill), inglesi (Cumberland), messicani (Eulalia) e tedeschi (Andreasberg e Freiberg). 
In Italia sono stati per secoli sfruttati i giacimenti di Raibl (Alpi carniche), di Gorno e Dossena (Prealpi lombarde), di Monteponi e Montevecchia (Sardegna).
La galena è il principale minerale industriale per l'estrazione del piombo. Da alcune galene argentifere si ottiene come sottoprodotto I'argento.



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MORIONE o QUARZO AFFUMICATO (FUMÈ) - Ossidi (Smoky quartz - Oxides)



QUARZO AFFUMICATO (FUMÈ)
SiO2
Sistema - Trigonale
Durezza - 7,00
Densità - 2,65
Colore - Incolore, allocromatico
Lucentezza - Vitrea


È una delle varietà più comuni del quarzo, detta anche morione. Inconfondibile per la sua forma e per il colore, si rinviene in cristalli bruni di aspetto prismatico, spesso riuniti in gruppi di numerosi individui, anche geminati, di dimensioni che passano dalle varietà microcristalline agli individui colossali, anche di alcuni metri. 
La colorazione di questo minerale è da attribuirsi all'azione di determinate sostanze radioattive su cristalli 'inizialmente incolori: la maggior parte dei cristalli perde la propria colorazione se viene riscaldata a 300-400 °C, mentre altri diventano gialli. 
Nel quarzo affumicato possono essere presenti fratture con inclusioni liquide, cristalli aghiformi di rutilo, cristalli di granato rosso e cavità dai contorni geometrici (cristalli negativi).

GIACIMENTI E USI - I giacimenti più importanti si trovano in Brasile, Madagascar e Sri Lanka; cristalli giganteschi sono stati scoperti a Tiesengletscher (Canton di Uri, Svizzera). 
Data la loro bellezza, i migliori esemplari sono destinati alla gemmologia.

USO GEMMOLOGICO - Il quarzo affumicato è destinato come gemma sfaccettata in vari modi: i tagli più frequenti sono quelli a tavola o a gradini, ma vengono impiegati anche il taglio ovale e, più raramente, quello rotondo. Quando sono presenti inclusioni di rutilo, particolarmente piacevoli dal punto di vista estetico, si preferiscono i tagli a sfera o a cabochon. 
Al Museo di Berna sono conservati quattro esemplari di notevoli dimensioni (dai 62,5 ai 133,5 kg), ai quali sono stati dati anche dei nomi (Grossvater - "il nonno" - König - "il re" - Castore e Polluce).