giovedì 30 ottobre 2014

ALMANDINO - Silicati (Almandine - Silicates)


ALMANDINO
Fe3Al2(SiO4)3
Sistema - Cubico
Durezza - 7,0 - 7,5
Densità - 4,3
Colore - Rosso-violaceo, rosso-bruno
Lucentezza - Da vitrea a resinosa

I cristalli, in prevalenza traslucidi, sono solitamente arrotondati, hanno abito rombododecaedrico o icositetraedrico, con frequente combinazione delle due forme; il colore è rosso-violaceo o rosso-bruno, più raramente rosso aranciato, e la lucentezza è vitrea o resinosa. 
L'almandino è il più duro tra tutti i granati, non sfalda, è mediamente fragile e ha frattura concoide.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Talvolta può avere discrete proprietà magnetiche. Al suo interno l'almandino può presentare anche delle inclusioni di aghi di rutilo, responsabili del fenomeno dell'asterismo, che si manifesta come una stella di luce riflessa a quattro o sei braccia.

ORIGINE - La sua formazione avviene prevalentemente in rocce metamorfiche scistose, in pegmatiti granitiche oppure in rocce basiche.

GIACIMENTI - Molto noti i giacimenti indiani e quelli dello Sri Lanka. Altre località di provenienza dell'almandino sono il Brasile, I'America Settentrionale e il Madagascar.
Magnifici esemplari provengono dalle pegmatiti della Val Codera (Sondrio).

USO GEMMOLOGICO - L'almandino viene sfaccettato in tagli misti o a rosetta, oppure tagliato a cabochon e, come si usava nei secoli scorsi, scavato all'interno al fine di ridurne lo spessore e, conseguentemente, diminuirne I'eccessiva saturazione di colore.


Cristalli di almandino con abito rombododecaedrico su matrice scistosa