giovedì 27 novembre 2014

GLAUBERITE - Solfati (Sulphates)


GLAUBERITE

 CaNa2(SO4)2

Sistema - Monoclino
Durezza - 2,5 - 3,0
Densità - 2,8
Colore - Incolore, giallo, grigio, rosso mattone
Lucentezza - Vitrea

Appartenente alla classe prismatica del sistema monoclino, la glauberite si presenta in cristalli di diverso aspetto: piramidali, prismatici, lenticolari (con perfetta sfaldatura). 
Il colore può essere assente oppure variare dal giallastro, al grigio, al rosso mattone.

CARATTERI DIAGNOSTICI -  All'aria umida il minerale si ricopre di una patina di alterazione gessosa e nell'acqua diventa opaco e si scioglie lasciando un deposito di gesso.

ORIGINE - È un minerale comune nei depositi evaporitici marini e lacustri, ma lo si trova anche in cristalli isolati nei sedimenti clastici desertici, nelle cavità di lave recenti con zeoliti e prehnite e nei depositi di nitrati.

GIACIMENTI -  I depositi più noti sono nel salgemma di Vallarubia, in Spagna; in cristalli rosso mattone con polialite e salgemma a Varangéville, Lorena; nei numerosi giacimenti salini di età triassica della Lorena, della Germania e dell'Austria; con thenardite e sassolite nei depositi fumarolici delle isole di Vulcano e di Lipari; con salgemma e polialite nei depositi salini permiani russi, come pure in numerosi altri giacimenti (Cile, India, California).

USI - La glauberite viene estratta per la produzione di un solfato idrato di sodio (sale di Glauber), utilizzato per la mordenzatura dei tessuti e nell'industria farmaceutica.


CELESTINA - Solfati (Celestite - Sulphates)


CELESTINA

SrSO4

Sistema - Monoclino
Durezza - 2
Densità - 2,3 - 2,5
Colore - Incolore, allocromatico
Lucentezza - Da vitrea a madreperlacea

Si presenta in cristalli prismatici allungati o, più raramente, tabulari, di colore variabile dall'incolore al bianco latteo, all'azzurro e al giallo-bruno, generalmente in aggregati raggiati o paralleli, massicci o concrezionali. 
È pseudomorfa rispetto alla calcite, cioè può sostituirne completamente i cristalli mantenendo la stessa forma di questo minerale. 
Semidura e pesante, la celestina mostra una sfaldatura perfetta secondo la base. 
Spesso trasparente, presenta lucentezza da vitrea a madreperlacea.

CARATTERI DIAGNOSTICI - La celestina può talora venire confusa con altri solfati, come la barite, il cui peso specifico è però notevolmente più elevato, Per riconoscerla, si può anche eseguire un semplice saggio chimico: raccogliendo la polvere del minerale sulla punta di un filo di platino, inumidendola con acido cloridrico e portando il tutto alla fiamma di un fornello a gas, questa viene colorata in rosso carminio dallo stronzio.

ORIGINE - La celestina può avere origine idrotermale, ma più tipicamente sedimentaria evaporitica, dovuta all'evaporazione di acque salmastre in un bacino chiuso; in questo caso è associata a zolfo, gesso, aragonite e minerali evaporitici tipici.

GIACIMENTI - Cristalli azzurri si trovano nei basalti di Montecchio Maggiore (Vicenza) e nelle pegmatiti del Madagascar. 
In Sicilia, in Romagna e nella formazione gessoso-solfifera la celestina è generalmente bianca.
Presso Jena, in Germania, si trova in vene a struttura fibrosa, azzurra. 
Depositi sfruttabili industrialmente si trovano in Inghilterra, in Russia e in Tunisia.
l cristalli più grandi, biancastri e quasi opachi, lunghi fino a 75 centimetri e del peso di oltre 2 chilogrammi, provengono dagli Stati Uniti. 
Pur avendo dimensioni ridotte, dai giacimenti italiani provengono bellissimi esemplari. A Enna e Agrigento, in Sicilia, e a Perticara, nelle Marche, si trovano splendidi gruppi di individui, generalmente bianchi, associati a zolfo e gesso.

USI - È il minerale principale per l'estrazione dello stronzio, utilizzato nell'industria dei fuochi artificiali e dei proiettili traccianti, a causa del colore rosso carminio che questo elemento conferisce alla fiamma.
Lo stronzio viene impiegato anche nell'industria nucleare, in quella delle vernici e per raffinare lo zucchero di barbabietola.



CINABRO - Solfuri (Cinnabar - Sulphides)



CINABRO

HgS

Sistema - Trigonale
Durezza - 2,0 - 2,5
Densità - 8,1
Colore - Rosso
Luce - Adamantina

Il minerale cristallizza nel sistema trigonale, molto raramente in individui singoli; di solito, infatti, si presenta in masse, cristalline o terrose, oppure in patine. 
Ha un caratteristico colore rosso vivo; la sua lucentezza è adamantina nei cristalli e lungo le superfici fresche di sfaldatura, mentre negli aggregati terrosi è più spenta. 
Anche ridotto in polvere il cinabro mantiene la propria intensa colorazione.

CARATTERI DIAGNOSTICI - Se riscaldato a temperature superiori ai 580 °C, il cinabro volatilizza, depositando gocce di mercurio. E' tenero, e perciò si scalfisce assai facilmente con la lama di un temperino, è molto pesante, fragile e perfettamente sfaldabile.

ORIGINE - Il cinabro è un minerale di genesi idrotermale, che si forma cioè in seguito al raffreddamento e al consolidamento dei fluidi magmatici residui dopo la cristallizzazione di graniti e pegmatiti. Si trova in vene, incrostazioni e impregnazioni di rocce di vario tipo, spesso calcari e argille, ma anche in lave, nelle immediate vicinanze di fenomeni vulcanici.
Talvolta sì rinviene nei placers, depositi sedimentari derivati dallo smantellamento di antiche rocce contenenti il minerale, in seguito concentratosì a causa del suo elevato peso specifico.

GIACIMENTI - Le più celebri miniere di cinabro sono quelle di Almadén, in Spagna, del Monte Amiata, in Toscana, e di ldria, in Slovenia: qui il solfuro è stato scoperto, in masserelle e impregnazioni, entro lave, calcari e argille. 
Altri giacimenti si trovano negli Stati Uniti (New ldria, New Almadén), dove, nell'Arkansas, sono stati rinvenuti anche cristallini piccoli ma ben formati. 
Importanti sono poi i depositi peruviani, russi. cinesi e algerini.

USI - Dato che il mercurio è molto raro allo stato puro, il cinabro è senza dubbio il più importante minerale industriale di tale elemento, impiegato per costruire vari strumenti di precisione e nelle amalgame.
Tempo fa il cinabro veniva utilizzato come pigmento colorante rosso (il cosiddetto vermiglione), ma oggi gli si preferisce il cinabro sintetico.